Drampa nasce vecchio: storia di un'eterocronia
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Nuove scoperte da Kalos hanno regalato alla comunità scientifica informazioni preziose e, ovviamente, è nato subito grande fermento intorno alle nuove Mega Evoluzioni; ci avvicinano a risolvere il mistero di questa trasformazione temporanea e ci lasciano comunque con un paio (e più) di affascinanti domande con cui fare i conti: come funzionano? Cosa cambiano dei Pokémon a cui succedono e cosa possono rivelarci sulla loro biologia?
Uno dei nuovi arrivati nel Mega Club è Drampa, il Pokémon Tuttacalma. La voce dedicata sul Megadex di Luminopoli recita:
"Ha assunto questa forma dopo che tutte le sue cellule si sono rivitalizzate, riacquistando così la giovinezza. Scatena tempeste controllando l'aria."
Mega Drampa non ha più la pelliccia bianca, non sta più curvo, ha riguadagnato tutte quelle caratteristiche che da giovane... già non aveva? Aspetta, in che senso?
Già. I piccoli Drampa nascono vecchi.
O meglio, nascono presentando già le caratteristiche che sono tipiche degli adulti: questo fenomeno è detto gerontomorfia, cioè "che ha forma da vecchio", ed è una eterocronia, cioè una variazione genetica nel ritmo di crescita che distingue una specie da altri organismi (ad esempio, in questo caso, dai loro antenati).
Le eterocronie sono meccanismi assolutamente affascinanti a cui i viventi si affidano per modificare nel tempo aspetti di sé come la taglia e la forma di certi organi, oppure l'inibizione o potenziamento di meccanismi fisici (ad esempio, la presenza di più stadi evolutivi). In un certo senso, è una delle armi più affilate a disposizione della biologia per la nascita di nuove specie.
Oltre a fare sembrare vecchi i Drampa, per esempio, è grazie ad un'eterocronia che Pokémon come Girafarig e Farigiraf hanno ottenuto il loro lungo collo: invece di aggiungere strutture che non hanno, cioé più vertebre, questi Pokémon hanno sfruttato un'eterocronia, modificamento il ritmo di crescita delle ossa che avevano già. Il loro corpo fa così crescere quello stesso numero di vertebre per più tempo, col risultato che alla fine le ossa, e quindi il collo, risultano allungate.
Ma tornando ai nostri draghi pelosi: se nascono vecchi, allora queste caratteristiche da giovanottone a Drampa da dove saltano fuori?
È probabile che Mega Drampa stia semplicemente attingendo a caratteri giovanili che erano presenti nei suoi antenati e la cui genetica è ancora presente, sopita, nel suo DNA moderno, finché l'energia Mega non arriva a darle un bello scossone e torna a galla.
Insomma, il miracolo operato dall'energia Mega non sta riportando indietro le lancette dei Drampa come esemplari, ma come specie, mostrandoci uno scorcio inedito di come sarebbero potuti apparire i loro antenati prima di consolidare lo sviluppo accelerato che li fa sembrare vecchietti già fuori dall'uovo.
Questo apre la possibilità di un aspetto di Drampa piuttosto diverso rispetto a quello che conosciamo, persino una possibile pre-evoluzione o uno stadio baby che è andato perduto con gli adattamenti adottati poi dal Pokémon.
Al momento è difficile stabilire cosa esattamente abbia spinto gli antichi Drampa a cercare di lasciarsi alle spalle la gioventù in tutta fretta, ma una possibile spiegazione si può trovare nell'immaginare i possibili baby Drampa come particolarmente vulnerabili. Questo s'incastrerebbe ben bene con la loro indole moderna: i Drampa sono famosi per il loro affetto verso i bambini umani e la furia con cui sono capaci di proteggerli o vendicarli dei torti subito (alla faccia del "Pokémon Tuttacalma"); se anche i loro piccoli fossero stati, un tempo, particolarmente vulnerabili, selezionare genitori premurosi sarebbe stata una strategia vincente per permettere alla specie di continuare. Solo i genitori più attenti e reattivi sarebbero riusciti a portare i cuccioli all'età adulta, e questi piccoli avrebbero poi potuto avere figli loro, tramandando i geni dei nonni premurosi alla prole.
Ovviamente, crescere in fretta equivaleva anche a rimanere inermi per meno tempo di fronte ai tipi Folletto, che sono tutt'oggi abbondanti negli areali in cui Drampa vive: dei baby draghetti avrebbero potuto diventare facili prede, ad esempio, dei Sylveon di Galar (ci sarebbe molto da dire sulle evoluzioni per affetto negli esemplari selvatici e come questo abbia puntualmente costretto il resto degli ecosistemi ad un adattamento repentino, ma servirebbe un articolo dedicato).
Insomma, la nuova, gagliarda forma del Pokémon Tuttacalma è stato un fantastico spunto per immaginare e conoscere di più su questa specie. Chissà quanto altro ancora riusciremo a scoprire grazie a evoluzioni e adattamenti regionali!
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| Ricostruzione di un ipotetico baby Drampa |
Università degli Studi di Panormus
🌵🎨 Tutti i disegni di questa pagina (e probabilmente anche delle altre, se non è diversamente specificato) sono stati realizzati dalle nostre artiste, Furiarossa e Mimma.🌵🎨





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